di Marco Pirovano





INTERNI NON BORGHESI DI GEOMETRIE POETICHE DI ALDO ROSSI
Piacerebbe al regista Wes Anderson la mostra “Aldo Rossi. Design 1960-1977” ospitata al Museo del Novecento. Architetto dalla visione poetica del mondo, allievo di Piero Portaluppi e primo italiano a vincere l’ambito Pritzker Price 1990 (dopo di lui è stato assegnato a Renzo Piano), in bilico tra funzionalità e sorprendente inventiva. L’excursus espositivo si snoda in un racconto immaginifico del suo modus operandi, giocoso, fiabesco e surreale con oltre 350 oggetti e arredi, prototipi, modelli, dipinti, disegni, studi e progetti a cura di Chiara Spangaro, in collaborazione con la Fondazione Aldo Rossi e Silvana Editoriale. Complice della messa in scena di un’atmosfera domestica e teatrale senza esagerazioni, è l’allestimento suddiviso in 9 sezioni firmato da Morris Adjami – Ma Architects, collaboratore associato di Rossi a New York e l’illuminazione progettata ad hoc da Marco Pollice.
Dall’architettura al design, la mostra cambia parametri di scala. L’esposizione mira a cogliere nel vivo l’interdisciplinarità tra le arti che, dagli anni Ottanta del secolo scorso, caratterizza il cosiddetto Postmodernismo, quando il design diventa poetico, giocoso, colorato, irriverente e anche l’architettura si fa curva e supera l’aspetto funzionalista modernista.
a cura di Chiara Spangaro – Museo del Novecento, Milano 29 aprile – 2 ottobre 2022
“Lavorare accanto a grandi architetti è sempre interessante” -racconta Marco Pollice -“perché dà la possibilità di guardare le stesse cose attraverso i loro occhi. Mi sono così trovato a studiare il colore e l’armonia che Aldo Rossi metteva nella sua progettualità in rapporto con la luce. Ho scoperto che usava colori pastello molto tenui e voleva una illuminazione più distribuita, con meno contrasti e ombre di quanto la mia teatralità progettuale ha spesso disegnato. Questo pensiero va in direzione degli studi che da anni conduciamo sulla luce e il colore, in relazione alla nostra salute e nell’approccio olistico della nostra filosofia progettuale che tiene conto di 21 sensi attraverso i quali l’essere umano percepisce l’ambiente in cui vive, che comprendono tra gli altri, l’equilibrio, lo spazio e il tempo”.
La mostra racconta l’universo di Aldo Rossi in nove sale: ciascuna rappresenta un mondo nel quale emerge la relazione tra opere grafiche e prodotti artigianali e industriali, con riferimenti alle architetture e allo spazio privato di Rossi.

Artisti e galleristi, collezionisti e appassionati d’arte da tutta Italia hanno donato le loro opere, tutti pezzi unici e di pregio . Dai Quadri di Luce di Gio Ponti alle firme di Salvador Dalì, di artisti contemporanei come Mr Brainwash, Mr.Savethewall e Josè Molina, di creatori di opere più concettuali come Sandra Casagrande e Roberto Recalcati, e di fotografi già affermati ed emergenti. Presenti poi le sculture di Angelo Bozzola e Osvaldo Moi, le ceramiche d’arte di Raffaello Pernici, i quadri di pittori contemporanei come Marcello Nereo Rotelli e Paolo Manazza, le litografie di Floriano Bodini e Salvatore Fiume.
Per vedere le opere online: https://www.astasolidaleariel.org/galleria-opere/ Per partecipare all’asta solidale in presenza, con una offerta scritta o in diretta telefonica: https://www.astasolidaleariel.org/contatti-fondazione-ariel/. Per seguire la diretta streaming dell’asta solidale il 3 giugno h.19: https://www.facebook.com/Arielnonprofit

UNA RIFLESSIONE SUL TEMA “TERRA: DAL BENESSERE AL DESIGN” – Esposizione virtuale
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